Quando si pensa al Salento, la mente va subito alla sua bellezza paesaggistica, al mare turchese e alle spiagge bianche. Ma non si deve dimenticare l'immenso patrimonio storico-artistico di questa terra, luogo di passaggio dei popoli del Mediterraneo, tra cui i Messapi che si stabilirono in queste terre a partire dal IV a.C..

 

Lungo tutto il territorio salentino, infatti, essi lasciarono testimonianze indelebili anche a Vaste, piccola frazione di Poggiardo, situata a pochi chilometri da Santa Cesarea Terme e da Castro. Un tempo era conosciuta come "Bastae" ed era un'importante agglomerato urbano fortificato da imponenti mura, di cui ancora oggi sono visibili i resti: le grandi pietre che la costituivano furono in parte utilizzate dai contadini locali nella costruzione dei "chirupi", cioè casolari o semplici muri di confine.


Il centro storico di Vaste e il Museo Archeologico


Passeggiando tra le strette vie dell'assolato centro storico di Vaste è facile giungere alla centrale "Piazza Dante", sulla quale si affaccia la cinquecentesca Chiesa Madre, eretta in stile tardo barocco in onore di Santa Maria delle Grazie: l'attuale aspetto è figlio del restauro avvenuto nella seconda metà del '700, ma colpisce soprattutto la bellezza austera della facciata in pietra leccese, con lo stemma baronale che sovrasta il portale d'ingresso.
Sulla stessa piazza sorge anche il "Palazzo Baronale" risalente al '500, sede dell'interessante "Museo Archeologico della Civiltà Messapica " ricco di testimonianze che parlano della storia di Vaste e della quotidianità di questa antica civiltà, disposte in ben 14 sale che ripercorrono il periodo storico arcaico fino ad arrivare a quello ellenistico.

È possibile qui ammirare due vasi risalenti a IV a.C. recuperati da una necropoli, oltre a cippi arcaici realizzati in pietra leccese, crateri decorati con rosse figure e alle "trozzelle", vasellame tipicamente messapico. 
Tra i reperti di maggiore interesse c'è, nella prima sala, la ricostruzione lignea a grandezza naturale dell'"Ipogeo delle Cariatidi", dal quale si accede poi all'ambiente sepolcrale dove sono state riposte la "Tomba dell'atleta" e la "Tomba del cavaliere", scoperte nel corso degli scavi del 1985.
Affascinante è poi ammirare le "tesserae lusoriae" in avorio, un gioco utilizzato dagli antichi romani, e soprattutto le 150 preziose monete d'argento.


Il bellissimo "Parco dei Guerrieri"


Un altro museo, vanto di Vaste, a poco meno di 1 km dal centro, è il "Parco dei Guerrieri" che sorge lì dove prima vi era l'antica "Bastae": gli scavi archeologici iniziati nei primi anni 80 hanno riportato alla luce le vestigia di un centro abitato risalente al periodo tra il VIII-VII secolo.
Lo stesso "Ipogeo delle Cariatidi", ricostruito in parte nel "Museo Archeologico", è riprodotto nel suo portale monumentale: una volta entrati è possibile ripercorrere il perimetro delle mura che circondavano l'antica città e sulle quali sono state affisse sagome in ferro dello scultore Zilli, che rappresentano antichi guerrieri simili a quelli raffigurati sui vasi ellenici.
Sono ben visibili poi le fondamenta, i resti di un tempio e le capanne ricostruite con gli stessi materiali usati in passato, cioè pietre per le mura simili a muretti a secco e frasche per i tetti; senza dimenticare poi le tombe ritrovate praticamente intatte e complete dei loro corredi funerari.
Nel parco è presente inoltre la "Cripta Basiliana dei Santi Stefani", scavata nel tufo e riconoscibile dai tre ingressi ad arco: all'interno si trova una bellissima raffigurazione triplice di S. Stefano che ne ha giustificato poi il nome.

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