La notte di Torre Paduli, frazione di Ruffano, si accende di luci, suoni e colori in un appuntamento ormai irrinunciabile per turisti ed abitanti. Si tratta del 15 agosto, giorno in cui si celebra la Festa di San Rocco e in cui tantissime persone si riversano nei vicoli e nelle strade di questo piccolo angolo del Salento.

 

Festa di San Rocco tra modernità e tradizione

Il Salento è una terra ricca di storia e folklore, elementi che si intrecciano armoniosamente nel corso delle tante feste patronali che caratterizzano ogni centro della provincia di Lecce. Le feste, generalmente, hanno una duplice anima: quella religiosa e quella laica.

I devoti di San Rocco ogni anno si prodigano sia per celebrare il Santo, sia per ammaliare i turisti con il fascino della tradizione salentina: per questo motivo danno vita a un fitto programma di festeggiamenti che si sviluppa in ben quattro giorni. Si inizia, infatti il 13 agosto con l’apertura della tradizionale fiera, che prevede bancarelle e stand di prodotti tipici, artigianato e tanto altro.

Con un serrato susseguirsi di eventi laici (musica, danze e spettacoli) e religiosi (celebrazioni e processioni) si arriva poi alla sera del 15 agosto, quando la festa di San Rocco entra davvero nel vivo. La rappresentazione più importante ed anche quella che riscuote ogni anno molto successo mediatico è la cosiddetta Danza delle Spade, meglio chiamata la pizzica a scherma.

La tipica danza salentina, la pizzica appunto, si arricchisce di un significato diverso e gruppi di duellanti si sfidano con coltelli al suono di tamburelli, fisarmoniche e nacchere. In realtà, nel tempo i coltelli sono stati sostituiti dalle sole dita che simulano la lama per spaventare gli avversari. I duellanti sono due ballerini che si affrontano per le strade del paese al ritmo della pizzica e, quando uno dei due viene toccato e quindi colpito, viene sostituito da un altro ballerino che riprende il duello.

Secondo la tradizione, questa danza è legata proprio alla figura di San Rocco, il quale fu accusato di essere una spia e, dopo essere stato imprigionato ingiustamente a Voghera, morì in cella proprio tra il 15 ed il 16 agosto. Durante la sua prigionia, però, San Rocco, che era un cavaliere di nobili origini, sembra che insegnò ai suoi compagni di cella l’arte della scherma.

Alla scoperta del territorio

La festa di San Rocco, ricca di tradizione e folklore, rappresenta anche un’ottima occasione per visitare Torrepaduli e Ruffano, i due piccoli centri salentini che ospitano ogni anno questa pittoresca manifestazione. Tradizione contadina quella di queste terre, che affonda le sue radici in tempi lontani.

Quindi lasciatevi conquistare dai profumi, dai colori e dai sapori che sono sempre i protagonisti. Olio, pasta fatta in casa e formaggi tipici del posto sono il punto di partenza per una vacanza all’insegna del gusto e della tradizione. Il Santuario di San Rocco merita una visita per la bellezza e per l’importanza storica, avvalorata dalle suntuose decorazioni dei giorni di Festa.

Appuntamento a Torrepaduli, dunque, dove vi aspettano 4 giorni particolarmente intensi e divertenti fra bancarelle, spettacoli e danze all’ultima sfida.

 

Fonte Immagine: www.leccesette.it

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