Il Carnevale nel Salento: le manifestazioni più belle

Il Salento, splendido lembo di terra pugliese, è rinomato per le sue coste ed il suo mare, per le sue città dove la storia si conserva in monumenti di singolare bellezza. Eppure questa è anche una terra dove si mantengono vive le tradizioni, tra le quali spicca quella carnevalesca.

Prima dell'austera Quaresima, anche i borghi salentini si lasciano andare a feste e grandiosi eventi per festeggiare degnamente il carnevale.

Il carnevale a Supersano e a Corsano

Ogni borgo salentino ha il suo carnevale personale: ad esempio Supersano, cittadina nel cuore del Salento, è rinomata per il lussureggiante Parco del Belvedere che lambisce il suo centro storico, ma soprattutto per la suggestiva cripta ipogea della Virgo Manna Coeli ricca di affreschi bizantini dove la Vergine è ritratta con singolari occhi a mandorla. È questa la cornice del Carnevale di Supersano che utilizza l'arte sartoriale che la contraddistingue in costumi davvero eleganti e che sfilano per le vie del borgo, con partenza da Piazza della Rimembranza. Le maschere più belle della categoria senior e junior verranno premiate al cospetto della cittadinanza alla fine della manifestazione.

Spostandosi verso la bellissima costa adriatica salentina, a circa 30 km da Supersano, si svolge il Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca: da ben 37 anni va in scena questo evento carnevalesco organizzato dalla Pro Loco di Corsano e caratterizzato da ben tre sfilate di divertenti carri allegorici. Sono precisamente cinque le costruzioni in gara che sfilano lungo Via Kennedy fino a raggiungere la centralissima Piazza San Biagio: l'esibizione avviene per ben tre volte, vale a dire il 24 febbraio, il 3 e infine il 5 marzo.

Da Gallipoli a Martignano

Il Carnevale Gallipolino è forse il più noto del Salento e tra i più antichi visto che la prima edizione si svolse nel 1954. L'evento nella cosiddetta "Città Bella" coinvolge gli artigiani della cartapesta, ma anche semplici cittadini che si intrattengono mattina e sera nei capannoni per celebrare al meglio il Martedì Grasso. La maschera simbolo è Lu Tidoru. Questo rappresenta un soldato che, tornato nella sua città natale, partecipa ai festeggiamenti ingozzandosi così tanto di polpette da morirne strozzato. Il suo corteo funebre è davvero grottesco con il giovane in una bara con in bocca una polpetta, seguito dalle “cummari chiangimorti” (in realtà sono uomini travestiti), da suore, frati, il vescovo e la moglie Caremma, al suono di una banda musicale alquanto sgangherata.

La chiusura del carnevale gallipolino avviene nella Chiesa di San Francesco: qui, al cospetto della sinistra statua del Mallandrone che lo stesso D'Annunzio definiva "di orrida bellezza", vengono eletti la regina e il re del Carnevale.

Un altro evento carnevalesco che richiama molti visitatori è infine quello di Martignano, borgo sito nel cuore della Grecía salentina. Il tutto ruota attorno alla Morte Te Lu Paulinu, simboleggiante il carnevale e che trova l'apice nel rogo del fantoccio di paglia: il falò è circondato dai pupazzi di Caremma, donna a lutto seduta su una sedia ed esposta sui balconi. Il rogo è preceduto dal banchetto funebre Lu Consulu e dalla sfilata che tocca i luoghi simbolo di Martignano, da Piazza della Repubblica a Largo Calvario fino a Piazza Palmieri, simbolo di Martignano con l'omonimo palazzo nobiliare del '700 e le torri della Chiesa Madre.

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