A tutti è nota la bellezza di Lecce, la città regina del barocco pugliese presa d'assalto dai turisti provenienti da ogni dove, alla scoperta delle sue meraviglie.

Piazza Sant'Oronzo è uno dei tanti gioielli della città, dove oltre all'obelisco ed al maestoso anfiteatro romano del II d.C., si trova anche il cosiddetto orologio delle meraviglie.

 

L'Occhio sulla Piazza

Volgendo lo sguardo verso il palazzo che è sede del Banco di Napoli, è possibile notare un orologio barocco, ritornato a funzionare e a risplendere in tutta la sua bellezza dopo ben 15 anni.

L'opera è stata realizzata da Francesco Barbieri, su commissione dello stesso Banco di Napoli, e fu inaugurato nel 1955: l'orologio, alto ben 10 mt di altezza e largo 3 mt, è stato realizzato con grande maestria in rame smaltato e in bronzo; nel realizzarlo, nulla è stato lasciato al caso, a partire dalla base rettangolare costituita da pregevoli mosaici e da smalti veneziani sui toni del blu.

La cosa che colpisce maggiormente è il grande quadrante simile ad un occhio dalla pupilla smaltata di azzurro e circondata da stelle, una bussola e le fasi lunari: la lancetta delle ore culmina con un serafino ed una Stella Polare, mentre quella dei minuti con la prima fase lunare e un gallo. Con attenzione è possibile poi scorgere tra i numeri romani le figure dei tarocchi.

Le Decorazioni Superiori

Nella parte centrale dell'orologio delle meraviglie di Lecce, si apre un ventaglio con sfondo turchese, decorato al centro con la Stella Polare e la costellazione dell'Orsa Maggiore: i lati, circondati da decorazioni floreali, presentano invece i 12 mesi dell'anno.

Ed ecco infine la parte superiore dell'orologio, un vero tripudio di elementi a partire dal culminante stemma di Otranto, leggermente modificato: oltre infatti alla mezzaluna e al delfino, è presente un sole e rami di melograno e ulivo, simboli di fecondità e ricchezza.

Un nastro semicircolare, decorato con i segni zodiacali, fa da cornice ad un sole giallo dai raggi bronzei e al carro del sole che trasportava il dio Apollo. Ai lati infine la Vergine che riceve l'Annunciazione e l'Arcangelo Gabriele sublimano questa grandiosa opera.

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